associazione culturale pesaro





Recitarcantando

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La cantata morale romana

A. Corelli sonata a tre  op 1 n° 8
A. Stradella: “Si salvi chi può”Cantata per Soprano e basso continuo
A. Corelli: sonata op 2 n° 12 "Chiacona"
A. Stradella: “Dalle sponde del Tebro” Cantata per Basso e basso continuo
B. Pasquini: “Or che il ciel fra densi orrori” – Cantata per Soprano, Basso, 2 violini e basso continuo

Recitarcantando:
Pamela Lucciarini – soprano
Enrico Bava - basso
Alessandro Ciccolini – violino I
Alessandra Bottai – violino II
Maurizio Naddeo – violoncello
Marta Graziolino - arpa
Maurizio Piantelli – Tiorba
Luca Scandali – clavicembalo e organo

La cantata morale romana:
L’aggettivo «morale» è citato in alcuni importanti titoli di musiche stampate: Musiche sacre e morali (Roma 1640) di Domenico Mazzocchi; Arie morali e spirituali (Bologna 1659) di Maurizio Cazzati, e Dialoghi sacri e morali (Roma, 1662) di Loreto Vittori. Gli autori di “Si salvi chi può” Luigi Rossi, Giacomo Carissimi, Alessandro Stradella e Bernardo Pasquini, sono forse i più alti esponenti della scuola romana in ambito «cameristico», e in quanto tali non possono non esprimersi attraverso il genere più alto, quello che proviene direttamente dall’oratorio ma che sfocia nelle tematiche umane e filosofiche: il genere morale.
La cantata morale trova la sua legittimazione storico-culturale a Roma tra il 1620 e il 1680, in un’epoca di contraddizioni espresse da Riforma e da Controriforma e in una società sempre più divisa tra grandi sfarzi e pestilenze, caratterizzata da una umanità dolente e peccaminosa.
La freschezza e la raffinatezza della scrittura musicale, gli argomenti, la magmatica forma musicale, costruita spesso su ariosi e brani plasmati di volta in volta su versi sempre più irregolari, l’uso del «motto» che più volte torna a ribadire il concetto didattico, sembrano evidenziare una connotazione specifica di questi lavori. È proprio col refrein infatti che ci si rivolge all’ascoltatore, indicandogli la giusta direzione nelle più svariate situazioni della vita umana: il valore e la brevità della vita, (Apre l’huomo infelice); la caducità dell’amore e la difficoltà di viverlo a distanza (Se non corre una speranza); la critica alla politica dei regnanti che troppo spesso usano male il proprio potere (Si salvi chi può); la bellezza dell’agire eroicamente illustrata attraverso gli esempi mitologici di Icaro e gli Enceladi, (È bello l’ardire). Nella cantata quasi oratorio “Or che il ciel fra densi orrori” duettano il Mare (basso) e la Terra (soprano). Il dialogo grida lo scempio umano e alterna bellissime arie e ariosi di furore a cantabili malinconici. I manoscritti delle cantate con basso continuo provengono dalla biblioteca Estense di Modena mentre quella con due violini è stata rinvenuta dal’organista Claudio Morosi presso la Federiciana di Fano.

Pamela Lucciarini
Si dedica da sempre al repertorio barocco e classico spaziando dal Sacro – Oratoriale, all’Opera Barocca da Monteverdi a Rossini, prediligendo il genere della cantata profana. In teatro ha interpretato: Elvira nel Don Giovanni, Cassandra e Giunone ne La Didone di F. Cavalli, Belinda nel Dido and Aeneas, Tisbe ne La Cenerentola di G. Rossini, Adrasto nel Demofoonte di Jommelli. E’ stata diretta da Fabio Biondi, F. Maria Bressan, Claudio Cavina, Riccardo Muti, Paolo Faldi, Sergio Balestracci, Pal Nemeth. Collabora con Europa Galante, La Stagione Armonica, La Venexiana, L’Arte dell’Arco, Compagnia de’Musici, Antica Pietà de’ Turchini, Accademia del Santo Spirito, Orchestra Barocca di Bologna, Orchestra Cherubini, esibendosi in Italia e all’estero per importanti stagioni musicali ed enti quali Teatro Studio - Parco della Musica (Roma), Teatro Carignano di Torino (Unione Musicale); Fondazione Pergolesi-Spontini (Jesi); Al Bustan Festival (Beirut), MITO settembre musica (Milano), Spazio e Musica (Vicenza), Israel Festival, Teatro Rossini (Pesaro), Ravenna Festival, Festival Galuppi (Venezia). Ha recentemente cantato al Parco della Musica di Roma e per il centro “Antica Pietà de’ Turchini” le “Lecos des tenebres” di Couperin; ha interpretato Il Demofoonte di N. Jommelli a l’Opera Garner di Parigi e a Ravenna Festival sotto la direzione di Riccardo Muti e L’Incoronazione di Poppea di C. Monteverdi sotto la direzione di Claudio Cavina a Parigi e Regensburg. Tra i prossimi impegni menzioniamo : “La morte di S. Giuseppe” Con Europa Galante, Dir: Fabio Biondi (Festival Pergolesi – Spontini) – Giugno 2010; Demetrio Festival di Ambronai e Teatro di Lisbona (Ottobre 2010 – Gennaio 2011). Ha eseguito registrazioni per Tactus, Clavis, Onclassical, Musica Reservata.

Enrico Bava
E’ attivo con numerosi gruppi vocali, quali: Daltrocanto, Delitiae Musicae, Odecathon, Accademia del ricercare, Affetti Musicali, Vocalisti della Stefano Tempia, Cantica Symphonia, De Labyrintho. Ha collaborato con il Coro della RAI di Torino e con l’Orchestra Filarmonica di Torino, l’Orchestra del Santo Spirito, l’Accademia Montis Regalis, l’Accademia Bizantina, l’Orchestra Rai di Torino. Ha tenuto corsi di canto per l’ Assercam di Lille in Francia. Per il Teatro Regio di Torino ha cantato in Tosca, Pelleas et Melisande, Romeo et Juliette e alla “Petite messe solemnelle”, “Convitato di Pietra” di Giuseppe Gazzaniga, nel 2002 M.Nyman:”The man who mistooke his wife for a hat”al piccolo Regio di Torino.
Nel 2008 ricopre il ruolo del politico nell’opera di F.Dal Corno “Non guardate al domani” sul caso Di Aldo Moro, eseguita in prima nazionale a Milano nel Teatro dell’Elfo.Dal 1993 fa parte del Coro del Teatro Regio. Al suo attivo ha numerose incisioni discografiche per l’Arion, Opus111 e Stradivarius.

Recitarcantando
si occupa della divulgazione e della riscoperta del barocco italiano prediligendo la cantata, l’oratorio e l’opera barocca. Composto da musicisti che da molti anni si esibiscono nei maggiori Festivals e Teatri del mondo, collaborando con realtà musicali quali Antica pietà de’ Turchini, Europa Galante, Montis Regalis, La Venexiana, il gruppo si dedica alla ricerca, all’esecuzione e all’incisione soprattutto di brani inediti e di interesse musicologico, proponendo programmi monografici o di interesse storico di autori italiani di scuola romana e veneziana che hanno prodotto musica tra la metà del Seicento e la metà del secolo successivo, spesso trascurati dal grande repertorio ma di grande interesse musicale.
Nel 2004 Recitarcantando è stato premiato come primo premio al Concorso “Dino Caravita” (Premio Arcangelo Corelli) nella categoria Musica da Camera Antica per l’esecuzione della cantata di A. Vivaldi Lungi dal vago volto e alcune arie tedesche di G. F. Handel.
Tra gli ultimi concerti ricordiamo la prima esecuzione in tempi moderni dell’opera in tre atti “La Rosaura” di G. A. Perti al Teatro Bramante di Urbania diretta da Paolo Faldi, la partecipazione a Festivice (Festival Internazionale – Pigna, Corsica) con un programma monografico dedicato a Barbara Strozzi. Di prossima uscita in cd le esecuzioni di Cantate morali romane dal titolo “Si salvi chi può”, le Cantate di A. Caldara dalla biblioteca della Cappella Musicale di Urbino e l’integrale dei duetti di Barbara Strozzi per l’etichetta Clavis.

Scheda tecnica
Si richiede l’utilizzo di una sala medio-piccola
strumenti richiesti: cembalo italiano e organo positivo (portativo)
Durata: Tempo unico 55 min

 

G. F. Haendel
Mottetti per soprano e due violini

Sonata op III n° 5 :
Grave-Allegro-Largo-Allegro

“Coelestis dum spirat aura”
Felix dies
Tam patrono singulari
Alleluja

Seconda parte:

“O qualis de coelo sonus”
Sonata
Ad plausus ad jubila
Gaude
Alleluja

Sonata op II n° 12
“Ciaccona”

“Gloria in excelsis Deo”
Et in terra pax
Laudamus te
Domine deus
Qui tollis peccata mundi
Quoniam tu solus

Pamela Lucciarini: soprano
Alessandro Ciccolini, Alessandra Bottai: violino barocco
Maurizio Naddeo : violoncello barocco
Maurizio Piantelli, tiorba
Luca Scandali: organo